MuPP
La Pietra Piasentina è un materiale storico e di eccellenza dei comuni in cui viene estratta. Da sempre ne ha influenzato la connotazione visiva, artistica e urbanistica, oltre alla sua valenza economica.
Questo progetto intende raccogliere, valorizzare, conservare e tramandare questa esperienza, e vuole farlo nei luoghi all’aperto in cui la Pietra Piasentina è da sempre estratta e lavorata. Si immagina infatti uno sviluppo articolato in più tappe.
Il progetto prevede la realizzazione di ulteriori aree museali all’aperto, possibilmente nei comuni in cui la Piasentina viene estratta – Torreano, San Pietro, San Leonardo e Faedis – ma anche a Cividale del Friuli, città culturale per eccellenza.
L’obiettivo è dar vita a un Museo a cielo aperto che, per vocazione, integri l’ambiente naturale con l’arte, diventando parte integrante dell’esperienza culturale e territoriale.
Il MuPP è un museo “monomateriale”, in cui la Pietra Piasentina viene declinata in mille sfaccettature.
Il 13 dicembre 2025 è stato inaugurato il sito museale n. 1, presso la sede del Consorzio.
Ad oggi sono esposte, e rimarranno fruibili, nove opere in Pietra Piasentina realizzate tra il 1998 e il 2003 dai seguenti scultori: gli italiani Gigi Ghidotti, Sonia Casari, Carmela Piredda, Simone Zanaglia, Giovanni Patat e Giuliano Mannucci, la tedesca Adriana Rupp e l’armeno Harutyun Yekmalyan.
Ogni artista ha saputo plasmare, con la propria arte, una pietra dura come la Piasentina, facendola quasi “volare” in un duetto con il cielo – come nell’opera Senza titolo di Zanaglia o in Linee immaginarie di Adriana Rupp – oppure rendendola pesante come un macigno nelle grida scolpite di Mannucci (Costante aggressione) e Piredda (Islam).
Non mancano gli omaggi alla donna, o meglio al suo corpo, sempre accogliente, attraverso La Tosca di Yekmalyan, Torso femminile di Garelli e Maternità di Ghidotti.
Completano l’importante esposizione Elemento spaziale di Patat e Affinità elettive di Casari, opere in cui la mano dello scultore sembra aver dialogato con il blocco di Pietra per ricavarne segni arcaici.
Nello spazio museale trovano inoltre collocazione un pozzo scolpito nel 1971, anno di costruzione della sede del Consorzio Produttori Pietra Piasentina, insieme a una seduta e a un barbecue monolitici attribuiti all’architetto Chizzola.


